Luzerna!

Sananduva ci saluta e noi ricambiamo, soddisfatti di aver completato un’altra tappa della nostra gita musicale.
La prossima meta è Luzerna e per raggiungerla solchiamo il Rio Grande do Soul, il paesaggio intorno ci offre meraviglie di colori tra il verde della selva, il giallo del grano e chiazze di mucche e pecore che trotterellano qua e là.
Giunti a Luzerna abbiamo ricevuto un caloroso benvenuto da alcuni esponenti del circolo trentino della città. Sorrisi, abbracci e soprattutto el “disnar”, abbondante come sempre!
A tavola una signora di stirpe valsuganota ci spiega le differenze principali tra Sud e Nord del paese, di come ora il popolo brasiliano si senta di vivere dignitosamente e democraticamente dopo aver patito in passato sofferenze e difficoltà, specialmente per quanto riguarda gli emigrati italiani.
Conosciamo anche Jago, stesso nome del nostro Forbe, venticinquenne, come Forbe, che studia Psicologia, come il nostro Forbe, che parla molto bene l’italiano, meglio di Forbe e che ha visitato quest’estate Sardagna, dove vive il nostro Forbe insieme ai simpatici amichetti Nibra. A parte questi giochi del destino, Jago è da poco diventato il vicepresidente del circolo, fortemente voluto dal presidente in carica che desidera trasmettere ai giovani la cultura e tradizione italiana. Durante il tour c’è capitato molto spesso di dialogare con persone fiere e orgogliose di aver avuto genitori o nonni che parlavano il “talian”, questo misto di dialetti trentin-veneti-lombardi.
Ci piace l’idea di trovare dall’altra parte del mondo storie e sguardi che in qualche modo condividono con noi lo stesso passato; diversi destini, lontani confini ma all’antica pur sempre trentini!
Finito il pranzo siamo andati a portare le valige all’hotel e poi subito di corsa a preparare la serata musicale. Un gruppo di noi è andato a visitare la sede del circolo, due stanze che contenevano tutta una serie di libri in italiano, vestiti tipici e diversa oggettistica riguardante la nostra regione e le nostre montagne. Interessante è stata anche la visita guidata al museo di scienze naturali presente all’interno dello stesso complesso ospitante il circolo. Il museo era ricco di animali imbalsamati collezionati da oltre cinquant’anni da un frate tedesco. Mmm, interessante!
Finito il piccolo tour ci siamo ricongiunti con gli altri ragazzi per ultimare il check e dare avvio alla serata. In apertura due ragazze brasiliane hanno allietato gli spettatori con canzoni italiani di Modugno e Morandi. I primi del gruppo trentino a suonare sono stati i Bob and the Apple, carichi ed energici come sempre. L’eccesiva potenza ha causato la rottura di una corda del basso, per fortuna durante l’ultima canzone, ma anche questo fa parte del vero rock!
Il bassista Roccia dei Resando ha quindi donato ai Nibraforbe il suo mitico 5 corde, confondendo le già le confuse idee di Berloffa Giuliano. Ciò nonostante abbiamo proposto un esilarante show “conzà” da travestimenti, elettronica e spensieratezza. Le ragazze al bordo del palco urlavano al termine di ogni pezzo facendoci sentire quasi come i Sonohra, non contente al termine dei concerti di tutti i gruppi hanno richiesto foto, autografi, bacchette della batteria e braccialetti.
Nel fondo sala adulti ed anziani apprezzavano a suon di battiti di mani e pure alcuni di loro si sono sentiti ringiovaniti ballando e saltellando con le schitarrate in levare di Stefano Anansi (in arte “Naranzy”) e della sua bravissima band.
Ultimo gruppo a concludere la serata è stato Gio_veNaLe che grazie alle sue sonorità accattivanti e alla presenza di un favoloso visual di Tommy Rosi ha incuriosito e stupito tutta la sala. Ma non è finita qui, al termine tutti i componenti delle band accompagnati dalla chitarra di Nibra e dalla cassa di Scalet (Next Point) sono saliti sul palco per cantare la conosciutissima “America America” e l’immancabile inno al Trentino (tutto diretto dalla maestra Anna Berloffa).
“Impavido veglia al valico alpino, o gemma dell’Alpe, o amato Trentino”
Ciao!

Nibraforbe

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